{"id":2826,"date":"2021-12-17T09:26:35","date_gmt":"2021-12-17T08:26:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.bb-romacentro.it\/?p=2826"},"modified":"2026-02-18T12:01:35","modified_gmt":"2026-02-18T11:01:35","slug":"palazzo-doria-pamphilj","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bb-romacentro.it\/ru\/palazzo-doria-pamphilj.html","title":{"rendered":"Palazzo Doria Pamphilj"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il bed and breakfast Roma centro Glamour Center of Rome \u00e8 situato a 15\/20 minuti dal Palazzo Doria Pamphilj.<\/strong><\/p>\n<p>Vasto isolato, che sul Corso Umberto, Via del Plebiscito, Via della Gatta e Piazza del Collegio Romano, forma il complesso del Palazzo Doria Pamphilj, si compone di vari edifici innalzati in epoche diverse e con diverse architetture.<\/p>\n<p>La grande facciata e gli appartamenti verso la Piazza del Collegio Romano costituiscono la parte pi\u00f9 antica del Palazzo. Fu costruita su disegno di Pietro da Cortona (Berrettini), dall\u2019architetto Del Grande, per commissione del principe Camillo Pamphilj, il quale, nel 1647, conduceva in sposa la giovanissima e leggiadra Olimpia Aldobrandini, rimasta vedova a 17 anni del Principe di Rossano. Ella appunto assegnava a patrimonio coniugale l\u2019avito Palazzo gi\u00e0 iniziato, la cui costruzione fu completata, ornando le finestre con la colomba, stemma di Casa Pamphilj.<\/p>\n<p>L\u2019edificio \u00e8 sontuoso e sobrio nelle sue linee, che ancora conservano il profumo di classicit\u00e0 proprio del Cinquecento, senza cadere nell\u2019incipiente barocchismo.Una grandiosa e comoda scala d\u00e0 adito all\u2019ampio salone di ingresso, che fu gi\u00e0 Sala delle armerie e delle guardie d\u2019onore. Misura ben 14 metri di lunghezza per 9 di larghezza e 16 di altezza, e si estende sopra una v\u00f2lta piana raccomandata a sole 4 colonne di granito: problema di statica risolto con vera maestria dal Del Grande, che form\u00f2 cos\u00ec l\u2019imponente accesso al piano terreno ed al giardino.<\/p>\n<p>Questa enorme sala, adibita in seguito ad altro uso, fu completamente decorata da quadri dipinti ad olio dal pennello di Niccol\u00f2 Poussin, in collaborazione col genero Gaspare Dughet, ad eccezione della parete verso la scala, ove una vaghissima tavola del Vasari rappresenta la Deposizione, ed una magnifica Conversazione mistica del Mola le fa riscontro; e sono sormontate da due scene bibliche del Mastellotti. Sopra la parete a destra, nel centro, tra le due porte che immettono ad altre sale, si ammira un bel ritratto ad olio su tela, che rappresenta la principessa Olimpia Aldobrandini Pamphilj e si ritiene opera di Carlo Maratta, che tanto si distinse in pittura e cos\u00ec genialmente nel ritratto.<\/p>\n<p>Le porte di questa sala sono protette da cortinaggi in antico velluto controtagliato rosso su fondo lamato d\u2019oro e con lo stesso disegno furono guarnite le finestre in tempo pi\u00f9 recente. Il tappeto che ricopre il pavimento \u00e8 un arazzo eseguito espressamente nella Manifattura arazziera di San Michele in Roma verso il 1850, con ricchissima bordura a fondo chiaro, ghirlande di fiori e scorniciature. Immediatamente a destra si apre la Sala ora del Trono, che in tempo poco posteriore al Pamphilj fu adibita come sala d\u2019aspetto e d\u2019ingresso all\u2019appartamento, in luogo del grande salone. Anch\u2019essa fu decorata da Gaspare Dughet, con quadri di paesaggio dipinti a tempera, che ancora si ammirano nella loro piacevole armonia, mentre l\u2019affresco della v\u00f2lta che rappresenta II Sacrif\u00eccio di Ifigenia \u00e8 di mano dell\u2019Agricola e il ritratto del pontefice Innocenzo X \u00e8 opera di Benedetto Castiglione, erroneamente creduto del Theotocopulo (il Greco) che invece moriva venti anni prima della elezione del Pamphilj al papato.<\/p>\n<p>Nella sala attigua, sulla destra del grande ingresso, stanno raccolti i ritratti della famiglia Doria, dipinti dal Capalti nel 1855; il busto in bronzo del papa Gregorio XV,ritenuto opera giovanile del Bernini, e l\u2019altro in marmo che rappresenta donna Olimpia Aldobrandini consorte del principe Camillo Pamphilj, con la medesima acconciatura di capelli ed abbigliamento quale abbiamo veduto nel ritratto ad olio descritto. Proseguendo lungo la linea delle sale prospicienti il giardino, troviamo l\u2019ammirevole Salottino ricoperto di antico broccatello verde e tutto in stile veneziano. L\u2019adornano tre deliziosi quadri di Pietro Longhi: Il parlatorio al convento, La lezione di danze e II caff\u00e8 al Ridotto. Questi dipinti furono descritti ed illustrati in una pubblicazione di Aldo Rav\u00e0 ed i loro soggetti furono ripetuti con alcune varianti dallo stesso Longhi nelle Gallerie di Venezia. Della serie di quadri dipinti da Giuseppe Heinz (d\u2019origine tedesca, ma cittadino onorario di Venezia e cavaliere di Speron d&#8217;Oro), che rappresentano le varie feste popolari di quella citt\u00e0, nella stanza di cui parliamo se ne mostra uno solo: La Piazza di San Marco nel Carnevale.<\/p>\n<p>Il bed and breakfast roma centro Glamour Center of Rome \u00e8 distante 15\/20 minuti a piedi dal Palazzo Doria Pamphilj.<\/p>\n<p>Dalla porta di sinistra di questo salottino si accede nella Sala cosidetta \u00ab dei Velluti \u00bb dove le pareti, le portiere, i fregi delle finestre e le poltrone sono ricoperti di velluti controtagliati rossi a fondo d\u2019oro, di varie epoche, dal 1400 al 1700, velluti eseguiti a Genova nelle ma\u00adnifatture che lavoravano sotto il patronato dei Doria. Un tappeto in arazzo francese della fabbrica di Aubusson, con agli angoli gli stemmi dei Doria e dei Pamphilj copre riccamente il pavimento.<\/p>\n<p>Sei grandi pitture ad olio di misure simmetriche, adatte al loro posto, adornano le pareti: Caino che uccide Abele, di Salvator Rosa; Il Sacrificio d\u00ec Abramo, di Benedetto Castiglione ; una Agar nel de\u00adserto con Ismaele morente, soccorsa dall\u2019Angelo indicante la fonte, opera della prima e pi\u00f9 gentile maniera del Ribera (Spagnoletto); Adone dormiente carezzato da Venere, d\u2019intonazione Guercinesca ese\u00adguito dal Rubens, durante la sua dimora artistica in Italia; Narciso che si specchia nel ruscello, dipinto dal Cagnacci. Infine Mattia Preti eseguiva Agar nel deserto, con fare meno classico di quello che in genere sia la sua produzione, ma con spirito coloristico pi\u00f9 decorativo.<\/p>\n<p>I\u00a0 due busti in marmo del pontefice Innocenzo X e del fratello di lui Pamfilo Pamphilj furono eseguiti il primo da Gian Lorenzo Bernini e l\u2019altro dal suo emulo Algardi.<\/p>\n<p>Un mosaico fiorentino del 1500 in pietre dure, agate, corniole, diaspri e lapislazzoli, forma sopra una base scolpita in legno, composta da quattro delfini sulle onde del mare (allusione evidente alla potenza marittima del grande ammiraglio Andrea Doria), un tavolo quadrato che al Doria stesso fu donato dall\u2019imperatore Carlo V. Su questo ta\u00advolo fu servita la colazione a Napoleone 1 nel suo breve passaggio da Genova.<\/p>\n<p>II\u00a0 soffitto con decorazione a rilievo e ornamenti a chiaroscuro, racchiude tre affreschi : il centrale rappresentante Adone dormiente ammirato da Venere, e i due laterali soggetti di putti, dipinti dal Marmorelli.<\/p>\n<p>La Sala da ballo, adiacente, \u00e8 gaia e adatta alla sua lieta desti\u00adnazione, e, ad eccezione della volta che conserva le antiche decora\u00adzioni, fu rinnovata con parato di seta ed ornata di marmo nel 1906.<\/p>\n<p>L\u2019arazzo che adorna questa sala \u00e8 un bellissimo prodotto della Reale Manifattura dei Gobelins e fa parte di una serie eseguita sotto il regno di Luigi XIV, che doveva rappresentare i dodici mesi dell&#8217;anno, ma non fu mai completata ed \u00e8 conosciuta sotto il nome di Serie delle Stagioni. Dei pochi pezzi che ne furono eseguiti, alcuni furono desti\u00adnati al re Stanislao di Polonia. Due soli di tali arazzi figurano nelle collezioni del Palazzo Doria e questo rappresenta in colori smaglianti il mese di Maggio, trasportandoci in una festa campestre, ai giuochi della cuccagna, il premio della quale \u00e8 conteso in un campo pieno di luce e di allegria, fra giovani arcieri e cavalieri.<\/p>\n<p>Questa sala immette alla Galleria dei quadri di cui ci occuperemo pi\u00f9 tardi. Entriamo prima dalla porta di fronte alle finestre nella Saletta contigua che oltre ad essere un gioiello di gaiezza, racchiude un me\u00adraviglioso tesoro con la serie dei suoi dodici arazzi grotteschi della Manifattura Reale dei Gobelins, eseguiti per ordine di Luigi XV sotto la direzione di Audran e la collaborazione dei pi\u00f9 celebri artisti di quel tempo e principalmente del Berin e del Watteau. Vi sono raffi\u00adgurati i dodici Mesi dell\u2019anno. La boiserie che l\u2019incornicia fu rinnovata sul principio del presente secolo e fu affidata ad artisti francesi.<\/p>\n<p>Degni di nota, due grandi vasi di porcellana cinese decorati in bleu indico, dell\u2019epoca imperiale dei Ming.<\/p>\n<p>Nel Salotto seguente si ammira un altro arazzo che fa parte della serie delle Stagioni gi\u00e0 descritta nella Sala da ballo; riproduce scene di pattinaggio in un paesaggio coperto di neve, di bellissima compo\u00adsizione e colorito; come l\u2019altro incorniciato da un ricco bordo a fiori con l\u2019emblema del Re Sole nei centri laterali, lo stemma con i gigli di Francia nel mezzo della parte superiore e le due L incrociate ai quattro lati. In basso, a destra, si legge il nome di Cozette, artista pit\u00adtore e direttore nella Manifattura, e questo arazzo rappresenta il mese di Dicembre come dimostra il segno dello zodiaco che lo accompagna.<\/p>\n<p>Adornano infine questa Sala le sette pitture seguenti : ai lati del\u00adl\u2019arazzo vediamo due pannelli dipinti ad olio su tavola da Breughel dei Velluti, nei quali sono rappresentati due degli elementi e cio\u00e8 il Fuoco e la Terra. Gli altri due si trovano nella Galleria.<\/p>\n<p>\u00c8 sorprendente in essi la giusta intonazione d\u2019ambiente e la mi\u00adnuziosa esecuzione di ogni pi\u00f9 piccolo particolare. Il primo di questi pannelli, fra rovine di monumenti romani, prende soggetto dalla mi\u00adtologica fucina di Vulcano dove il dio del fuoco riceve dalla dea Tetide la commissione per le armi di Achille. Gli attrezzi, le attitu\u00addini e le movenze dei due divini personaggi contornati da amorini e da aiutanti, pi\u00f9 che una pittura si direbbero la rappresentazione di un piccolo poema. L\u2019altro pannello si svolge in un campo di paesag\u00adgio florescente e racchiude giovani danzatrici adorne di fiori e circon\u00addate da animali. Breughel ha riprodotto gli stessi soggetti in varie serie che si ammirano nelle principali Gallerie e collezioni private di Europa.<\/p>\n<p>Sul lato sinistro della sala si scorge un grandioso ritratto di un Sindaco di Bruxelles, la cui fattura e il colorito della faccia fanno pensare a Franz Hals, mentre il vestito e le mani rivelano la prima maniera di Van Dyck e qualche cosa vicina a quella di Rembrandt.<\/p>\n<p>Il Roma centro bed and breakfast Glamour Center of Rome \u00e8 facilmente raggiungibile dal Palazzo Doria Pamphilj a piedi o con i mezzi pubblici.<\/p>\n<p>Chiunque sia il maestro che ha eseguito questo nobile ritratto e il personaggio da lui rappresentato, la valentia del pittore fiammingo e l\u2019importanza del personaggio rappresentato non potrebbero meglio risaltare.<\/p>\n<p>Di fronte a questo, sul lato destro della stanza, si scorge un ri\u00adtratto di dama della mano di Cornelius de Voss. Un giocondo ritratto di Giacomo III di Scozia, dipinto da Le Belle, figura incorniciato in un ovale leggero che armonizza graziosamente con la pittura.<\/p>\n<p>Il pastello centrale fra le due finestre di fronte all&#8217;arazzo \u00e8 uno dei pi\u00f9 bei prodotti del Wien, che fu direttore dell\u2019Accademia di Francia nella seconda met\u00e0 del Settecento. Rappresenta un personag\u00adgio che indossa la toga rossa a risvolti gialli, usata fino alla met\u00e0 del secolo XIX dal Governatore di Roma, e ci rammenta la strana storia di un gentiluomo straniero. Quel ritratto infatti rappresenta lo sve\u00addese Conte di Bielke, il quale per essersi convertito al cattolicismo fu esiliato dalla patria e dovette subire la confisca dei beni. Per ricom\u00adpensarlo, il Papa lo nomin\u00f2 Governatore di Roma, ed in questa citt\u00e0 mori appunto come si scorge dal tumulo che racchiude la salma, col\u00adlocato nella piccola chiesa di S. Brigida in Piazza Farnese, chiesa, come \u00e8 noto, di patronato nazionale Svedese.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra interessante piccola pittura di sapore inglese si trova di fronte al ritratto di Giacomo III. Rappresenta un gruppo di tre figure : nel centro si vede in costume di Minerva la Britannia che appoggia la destra sul braccio del giovane Newton, e alla sinistra, assiso sopra un seggio, sta il Gravesandt, celebre astronomo e fisico, che del New\u00adton fu maestro.<\/p>\n<p>Appresso a questa sala un grazioso Gabinetto a specchi e <em>boise- ries<\/em> dorate congiunge questa fila di sale alla Galleria dei quadri. La v\u00f2lta di questo gabinetto \u00e8 affrescata dal Conca, ed \u00e8 suddivisa in quattro scompartimenti, ben collegati fra di loro con stucchi dorati e variopinti. Vi sono raffigurati i quattro elementi: il <em>Fuoco, VAria, V Acqua<\/em> e la <em>Terra.<\/em> Nel centro \u00e8 una formosa Venere. Le quattro sovraporte dipinte ad olio su tela rappresentano anch\u2019esse i quattro elementi.<\/p>\n<p>L\u2019 affittacamere Roma centro Glamour Center of Rome, come il Palazzo Doria Pamphilj \u00e8 situato nel centro di Roma.<\/p>\n<h4 class=\"post_title\" style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.bb-romacentro.it\/ru\/cenni-storici-sulle-famiglie-pamphilj-e-doria.html\/\" rel=\"noopener\">Cenni storici sulle Famiglie Pamphilj e Doria<\/a><\/h4>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il bed and breakfast Roma centro Glamour Center of Rome \u00e8 situato a 15\/20 minuti dal Palazzo Doria Pamphilj. 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