{"id":2843,"date":"2000-02-07T08:38:18","date_gmt":"2000-02-07T07:38:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.bb-romacentro.it\/?p=2843"},"modified":"2022-04-20T08:16:49","modified_gmt":"2022-04-20T06:16:49","slug":"cenni-storici-sulle-famiglie-pamphilj-e-doria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bb-romacentro.it\/ru\/cenni-storici-sulle-famiglie-pamphilj-e-doria.html","title":{"rendered":"Cenni storici sulle Famiglie Pamphilj e Doria"},"content":{"rendered":"<p>La famiglia Pamphilj dalla quale sort\u00ec quel cardinale Giovanni Battista che ascendendo il soglio pontificio sotto il nome di Inno\u00adcenzo X, doveva renderla famosa, era originaria di Gubbio e conser\u00advava vecchie tradizioni di nobilt\u00e0. Il pontificato di Innocenzo X non ebbe soltanto un\u2019importanza politica che gli storici hanno riconosciuta ed apprezzata, ma quel pontefice fu uno dei pi\u00f9 cospicui mecenati delle arti. La piazza Navona, una delle pi\u00f9 belle di Roma e del mondo \u00e8 un monumento della grandezza di Innocenzo X e del suo pontificato. Accanto al superbo Palazzo che il Pontefice volle destinare come sede alla sua famiglia, sorse il tempio di S. Agnese da lui fatto riedificare sul luogo che vide il martirio della vergine Romana. Presso la chiesa s\u2019innalza il Collegio Innocenziano. Ma l\u2019ornamento cospicuo di quella piazza \u00e8 costituito dalle fontane che il papa Pamphilj volle affidate all\u2019ardito genio del Bernini.<\/p>\n<p>Di molte altre opere di abbellimento e di pubblica utilit\u00e0 Inno\u00adcenzo X arricch\u00ec Roma. Fece portare a compimento, secondo i disegni di Michelangelo, i Palazzi Capitolini, uno solo dei quali, quello dei Con\u00adservatori era terminato al tempo di Urbano Vili. Costru\u00ec le Carceri chiamate Nuove in Via Giulia che furono allora giudicate il pi\u00f9 per\u00adfetto stabilimento penitenziario del tempo. Volle restaurata la chiesa di S. Nicol\u00f2 da Tolentino e adorn\u00f2 quella di S. Ignazio. Rivesti i pilastri delia basilica di S. Pietro con marmo, sui quali figura la colomba Pamphiliana. Amantissimo dei giardini fece sorgere la Villa Pamphilj sul Gianicolo.<\/p>\n<p>Non meno importante \u00e8 l\u2019opera politica di questo Papa; notevole sopra tutto \u00e8 la fermezza che egli dimostr\u00f2 nella lotta contro il Gian\u00adsenismo, la soppressione da lui decretata di molti conventi stimati superflui, la rigidezza con la quale tenne sempre in alto il prestigio spirituale e politico della Santa Sede.<\/p>\n<p>Il regno di Innocenzo X fu solamente turbato dalla debolezza del Pontefice per la cognata Olimpia Pamphilj Maidalchini, donna di sin\u00adgolare intelligenza e volont\u00e0, che seppe abilmente profittare della situazione precaria di un vegliardo e della fiducia riposta in lei per eserci\u00adtare un\u2019influenza personale. Innocenzo X cerc\u00f2 per\u00f2 di resistere a tale influenza giungendo ad allontanare da s\u00e8 per qualche tempo ia cognata e gli stessi parenti.<\/p>\n<p>La discendenza diretta dei Pamphilj non dur\u00f2 pi\u00f9 di tre genera\u00adzioni dopo quella del Pontefice. Nella seconda met\u00e0 del secolo XVIII il nome e la fortuna di questa Casa, per matrimonio di una Pamphilj con un Doria di Genova, dovevano passare a quest\u2019altra fra le pi\u00f9 antiche ed illustri famiglie italiane.<\/p>\n<p class=\"Bodytext10\">Gli annali della Repubblica di Genova non vanno al di l\u00e0 del 1100; ma sin da quel tempo remoto troviamo la famiglia Doria in possesso delle pi\u00f9 alte dignit\u00e0 dello Stato. La sua origine risale tuttavia ben pi\u00f9 lontano. I Doria sono i discendenti in linea diretta e non inter\u00adrotta, di una stirpe di governanti che, sin dal 636 di Roma, reggeva la provincia di Narbona che Giulio Cesare, dopo aver conquistato la Settimagna e tutto il paese che dalle Alpi si stendeva ai Pirenei e al di l\u00e0 di questi fino a Barcellona, divise in due provincie separate Narbona prima e Narbona seconda, sotto il governo della famiglia che gi\u00e0 ne teneva le redini.<\/p>\n<p class=\"Bodytext10\">Per lunga serie di generazioni il governo di Narbona rimase a questa stirpe potente e si mantenne cos\u00ec saggio e cos\u00ec rispettato per secoli che, quando l\u2019antica provincia romana dell\u2019impero pervenne ai Franchi, Carlo Magno, costituendo nel 778 dell\u2019era volgare il reame di Aquitania, confer\u00ec il titolo di Visconte a Cixilano di Narbona, col quale era legato in parentela.<\/p>\n<p class=\"Bodytext10\">Nel 951 Corrado di Narbona de Volta, ambasciatore a Genova, spos\u00f2 Cortesina, figlia del Visconte di Polcevera, e stabilitosi a Genova vi costru\u00ec il quartiere della Volta.<\/p>\n<p class=\"Bodytext10\">Guglielmo Arduino di Narbona, nel 990 E. V. si accinge a recarsi in Palestina per liberare i luoghi santi dalle mani dei Turchi e pas\u00adsando per Genova sosta presso i suoi congiunti della Volta. Ivi cade infermo di un morbo creduto dapprima mortale ed \u00e8 soavemente assi\u00adstito dalle due giovani figlie del suo parente. Rimane soprattutto toccato dall\u2019avvenenza e dalla dolcezza della pi\u00f9 giovane, di nome Oria e, riavutosi, fa voto di sposarla se torner\u00e0 sano e salvo dal viaggio di Palestina. Nell\u2019anno successivo egli di ritorno dall\u2019impresa toglie in moglie la gentile damigella Oria e la conduce in Narbona, ove rima\u00adsero per circa trent\u2019anni.<\/p>\n<p>Il bed and breakfast Roma centro \u00e8 distante 15\/20 minuti a piedi dal museo Doria Phamphilj.<\/p>\n<p>Nel 1008 veniva a morte suo padre il Visconte Raimondo I, e Guglielmo Arduino gli succedeva nel dominio insieme al fratello Be\u00adrengario. Regnarono cos\u00ec insieme tre anni, ma il cospicuo patrimonio che la consorte gli aveva recato in dote, costringeva Arduino a recarsi di frequente in Genova, sicch\u00e9 si decise a rinunciare in favore del fratello alla sua parte di sovranit\u00e0, ricevendo compensi che consoli\u00addarono vieppi\u00f9 le sue sostanze in Genova, ove si trasfer\u00ec definitiva\u00admente.<\/p>\n<p>Il nome e il titolo di Visconte di Narbona rimase al fratello Be\u00adrengario e ai suoi successori. I figli di Arduino, in onore della madre furono chiamati di Oria (in latino \u00ab ab Auria \u00bb o \u00ab de Auria \u00bb) pi\u00f9 tardi, volgarizzato in D\u2019Oria e finalmente divenuto Doria.<\/p>\n<p>I discendenti di Arduino ed Oria tennero anche per un tempo abbastanza lungo il regno di Arborea e di Sardegna.<\/p>\n<p>Nel 1466 nasceva il grande ammiraglio Andrea Doria del ramo dei Principi di Oneglia in questa citt\u00e0, che illustratosi per innumere\u00advoli gesta sul mare, divenne amico e consigliere di Francesco I di Francia. Ma un dissenso di Corte lo allontan\u00f2 da quel sovrano e Andrea pass\u00f2 ai servigi di Carlo V, col quale rimase tutta la vita nonostante i richiami del pentito Re di Francia. Fra le molte congiure dirette contro la sua persona e la libert\u00e0 della Repubblica, da lui sempre proclamata e voluta, rimase famosa quella dei Fieschi. Andrea seppe abbatterla ed al governo ed al popolo che volevano incoro\u00adnarlo Doge, egli rispose che avendo difeso la libert\u00e0 della Repubblica, non voleva erigersi a suo padrone. Fu allora proclamato \u00ab Pater et liberator Patriae \u00bb.<\/p>\n<p>Fino a quel giorno i Doria di Genova, bench\u00e9 ricchi e potenti, non avevano altri titoli nobiliari n\u00e8 infeudamenti imperiali. Preferivano prestare le loro forze militari e marittime in ogni causa ove dovesse trionfare la giustizia e germogliare la civilt\u00e0.<\/p>\n<p>Fu dopo l\u2019assistenza prestata a Carlo V in varie guerre contro i Turchi, Saraceni ed altri che l\u2019Imperatore, nel dare riposo e congedo ai suoi amici e seguaci, cerc\u00f2 invano di stabilire compensi in danaro a favore di Andrea Doria. Il glorioso guerriero rifiut\u00f2 e Carlo V, allora, per conferirgli nuovi onori e nuove ricchezze, ricorse ad un nobile stratagemma.<\/p>\n<p>Gli fece dono di uno dei cani dei quali l&#8217;imperatore stesso amava essere circondato e per il mantenimento dell\u2019animale invest\u00ec Andrea del feudo di Melfi, e lo nomin\u00f2 Principe e signore della provincia di Basilicata.<\/p>\n<p><em>Alessandro M. Frattini &#8211; Conservatore della Galleria Doria Pamphilj.<\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La famiglia Pamphilj dalla quale sort\u00ec quel cardinale Giovanni Battista che ascendendo il soglio pontificio sotto il nome di Inno\u00adcenzo X, doveva renderla famosa, era originaria di Gubbio e conser\u00advava vecchie tradizioni di nobilt\u00e0. 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